Come hai detto?

Come hai detto?

Tutte le sere, prima del crepuscolo, in un luogo remoto della savana, un suricato amava suonare il flauto. Le sue melodie, intersecate da ardite modulazioni, abbellite da occasionali rimbalzi ritmici, erano così belle che tutto il popolo della savana si fermava per ascoltarle. La bravura e la grazia di esecuzione erano eccelse e ogni volta che il suricato estraeva il flauto dal fodero, tutti tacevano per farsi rapire dalla musica.   

Chi aveva l’occasione di passare in quei luoghi poteva osservare antilopi, ghepardi, gnu, giraffe, elefanti, zebre, facoceri, iene, volpi, ippopotami, coccodrilli, rinoceronti, gazzelle, babbuini, fenicotteri, falchi, pettirossi e perfino gorilla di montagna, disporsi in cerchio per ascoltare il famoso flautista. Il suricato pensava che tutti quegli animali che emergevano dalla savana per disporsi intorno a lui, fossero la più bella varietà di pubblico che un musicista potesse desiderare, e questo lo rendeva felice.

La brezza della sera diffondeva le magiche note tra le terre piatte delle savana, e anche gli animali che vivevano nei luoghi più distanti si avvicinavano, ispirati dalla potenza della musica. Così il pubblico si ingrandiva sempre di più.

Una sera arrivò da molto lontano un leone. Il suricato era immerso nella musica e aveva trascinato con sé tutto il pubblico, così nessuno notò l’arrivo del nuovo visitatore. Il leone si avvicinò con passo felpato, guardò interessato il raduno di animali, e con ancora più interesse il piccolo animale che era al centro di quella piazza improvvisata. Un ottimo boccone, pensò, e così lo prese tra le fauci e lo mangiò.

Tutti gli animali sgranarono gli occhi increduli. Molti piansero, molti svennero, molti subirono un tale shock che persero la parola per sempre. Fu lo gnu a riprendersi per primo, e dopo un profondo sospiro trovò la forza per chiedere spiegazioni al leone: «Perché hai mangiato il nostro amico?»

Il leone vide lo gnu agitarsi, tese il collo verso di lui e avvicinò una zampa all’orecchio: «Eh? Come hai detto?»

Aurora e il secchiello
Incontro