Diritto di vita

La vita è sacra, lo è perché appartiene alla dimensione trascendente, divina, non-umana. La vita è un mistero, la nascita è un mistero, lo sbocciare di un fiore è un mistero. Anche la morte è un mistero. Un corpo immoto, muto, prossimo alla decomposizione, presuppone l’assenza di una presenza; l’assenza di qualcosa che fino a un attimo prima era e che lo vivificava. Qualcosa che ha il potere di compenetrare questo piano di esistenza, ma che ha anche il potere di abbandonarlo. Non è l’essere umano a possedere la vita, ma è la vita a possedere l’uomo.

La vita è sacra perché non può essere compresa con l’intelletto. La sua ragione d’essere, la sua esistenza, la sua presenza, travalicano le capacità intellettive umane.

È l’insondabile inconoscibile mistero della vita che la rende sacra. E ciò che è sacro non può essere soggetto alle leggi dell’uomo.

La ragione dell’uomo non può giudicare la vita, così come non può giudicare la morte; non ne ha gli strumenti e pretendere di averli sarebbe folle. Eppure è quello che si ostina a fare, soprattutto ora che la vita viene sempre più denaturalizzata.

Il diritto vuole negare la capacità di autodeterminazione dell’essere umano, limitandone di fatto il cammino evolutivo. Si insinua in ogni anfratto della vita; ogni oggetto, ogni idea con cui veniamo in contatto, ha il suo doppio giuridico, e questo doppio ha più valore della cosa in sé.

La responsabilità delle decisioni viene velata e diluita dalle norme giuridiche; il volto tirannico delle istituzioni non ha più i lineamenti umani di un regnante, benevolo o dispotico che sia, ma quelli astratti di una istituzione governativa. Il potere esecutivo è affidato alla burocrazia, che come un mostro senza testa, agisce per suo conto. Senza testa perché incapace di pensare, ma anche perché irriconoscibile, e quindi inattaccabile.

Il paradosso della democrazia è che, offrendo il potere decisionale a tutti, non decide nessuno, perché chi decide si muove al di sopra delle nazioni, protetto da una cortina di ombre senza volto.

Io non ho paura
Il voto è sacro