Migrazioni

Raggiunta l’indipendenza e conclusa la muta, i germani reali sono pronti per il viaggio che li porterà a svernare più a sud. Alcuni contingenti diventeranno stanziali, altri punteranno il becco verso la strada del ritorno. Migrano, senza passaporto, senza biglietto aereo, senza doversi imbarcare.

Anche l’essere umano migra. Da sud a nord, dall’ecozona afrotropicale a quella paleartica. Senza ali e senza passaporto i migranti non possono fare altro che tentare la traversata in mare e con mezzi inadeguati.

Perché migrano? Le risposte della politica, contraddittorie e sempre più contrapposte, mostrano uno stato di parossismo aggravato da pregiudizi ideologici che diluiscono il buon senso fino a renderlo inservibile.

I movimenti politici si trasformano in fazioni e il dibattito scende nell’arena di vecchi scontri, dove il sangue e la crudeltà sono i veri protagonisti; e il pubblico la vera vittima.

In una società dove lo schieramento politico è intrinseco alla vita comune e prendervi parte è considerato segno di intelligenza e di coscienza, tutto deve essere allineato secondo precise direttive e dottrine. I giornali e le televisioni mostrano l’obiettività di un sedizioso tifoso sportivo. Sedicenti artisti, numi e vati del libero pensiero, brandiscono i simboli del progressismo ideologico per mostrare la loro emancipazione da ogni pregiudizio culturale.

Nel frattempo l’anatide respira la nostra stessa aria e si asciuga le piume al nostro stesso sole, disinteressato alle umane questioni. Prenderà posto nel suo nuovo nido o si preparerà per un nuovo viaggio, ancora più disinteressato alle bipedi vicende.

Ma cosa innesca le migrazioni del XXI secolo verso l’Europa? È stato coniato il termine migrante economico, ma una etichetta linguistica non spiega nulla e sostituisce, come in un gioco di prestigio, l’effetto con la causa. Forse un longilineo fenicottero sa cosa avviene nei distretti meridionali del mondo, forse sa che l’uomo si metterà in marcia verso nord perché gli è stata prospettata una realtà illusoria e funzionale alla migrazione. È sufficiente iniettare un’idea e questa si diffonderà come un virus: raggiungere l’Europa diventa una necessità.

I programmi televisivi banchettano con la disputa di avversari equamente divisi, illudendoci che dal confronto nasca la comprensione dei fatti, ma è un confronto che genera solo confusione. L’interesse è nel conflitto che, come in ogni trama, serve per avvincere gli spettatori.

Un naturalista documenterebbe la necessità dello svernamento degli anatidi verso aree a clima temperato con bellissime scene aeree. Invece vediamo imbarcazioni, che sono zattere riempite oltre il limite del buon senso, abbandonate al favore delle correnti e alla misericordia della compassione.

Se i pinguini migrassero nelle assolate isole tropicali, etologi e biologi sarebbero accorsi a investigare le mutazioni dell’ecozona antartica; ma per l’essere umano vi è un interesse diverso, un interesse che vuole rimanere celato. Il modo migliore per nascondere la verità è creare e mantenere ideologie contrapposte infervorando ed esasperando la discussione e il confronto sociale, così che tutta l’attenzione, tutta l’energia, sia assorbita nello scontro.

Intanto il germano reale si spiuma dopo essersi immerso e avere così mostrato le penne della coda.

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