Racconti-old
Bau bau, il mio nome è Sofhia
12 Jul 2017Bau bau, il mio nome è Sofhia! Tump tump sniff sniff. Adesso sono qui e il mio nome è Sofhia.
Eravamo in sei, sotto la pancia calda della mamma. Il suo latte mi scendeva in gola, a ogni sorso toccava il cuore e tum tum tum, batteva con gioia per salutarlo. Io chiudevo gli occhi per ascoltare quel suono, tum tum tum, mentre si diffondeva in quel nuovo corpicino a cui mi stavo abituando e che stavo imparando a conoscere.
Poi venne il tempo in cui il latte non voleva più rimanere dentro, e risaliva fino a uscire, ma non era più bianco. Dentro di me bruciava tutto. Anche i fratellini avevano gli stessi problemi. I loro problemi avevano lo stesso odore del mio.
Il nuovo corpicino che…
Un ramo spezzato
25 May 2017«Lo sapevo! Non sei stata attenta, sei una stupida!» Le urla dell’uomo facevano sussultare i riccioli neri della figlia. «E adesso cosa vuoi fare! Te lo avevo detto di stare attenta! È tutta colpa tua, stupida!» A ogni accesso di collera la voce diventava sempre più forte e temibile.
La bambina piangeva, schiacciata contro la parete da quell’ondata di violenza. Avrebbe voluto non essere, non sentire, ma soprattutto avrebbe voluto non avere un padre.
La cagnolina era scappata per lo spavento. Era lei la vera incriminata, la vera colpevole. Ma era anche lei, con la sua gravidanza inaspettata, che aveva costretto l’uomo a fare una scelta e manifestare così la propria vera natura. Certi esseri riescono a stanare gli orchi dall’ombra in cui si nascondono e fanno cadere…
Gloria
18 Apr 2017Cos’è un uomo? Cosa diventa, l’essere umano, quando non riconosce la vita nei propri compagni di esistenza? Poco importa da quanti arti sia retto l’incedere nella parentesi di questo passaggio terreno. Alito dopo alito, battito dopo battito. Gli esseri dalla prominente coda parlano ancora un linguaggio vero, lontano dalla articolata pronuncia di ipocrite parole umane. Chi li ascolta? Chi li riconosce per quello che sono e per quello che rappresentano?
Forse per il temporaneo cedimento di un cuore arido, catturato dal battito di ciglia di enormi dolci occhi. Forse per soddisfare la malata insistenza di un piccolo cucciolo d’uomo, desideroso di un compagno di giochi finalmente sincero. Forse per inseguire una fantasia suggerita da racconti televisivi a menti indebolite da un’esistenza vissuta senza scopo. Forse perché…
Aurora e il secchiello
20 Oct 2016A volte capita, tra i molti percorsi che conducono da casa al mare, e tra i differenti orari in cui percorrerli, di incontrare una persona del tutto sconosciuta. Questo vuol dire che non si conosce il nome della persona sconosciuta, ma anche che questa persona non era mai stata vista prima, neanche brevemente. Quando avviene gli adulti parlano di caso o di coincidenza, ma per Aurora questi erano incontri che dovevano avvenire proprio perché avvenivano. Per questo motivo quando si imbatteva in un nuovo incontro era sempre molto curiosa di vedere cosa sarebbe successo lungo il sentiero comune.
Aurora era una bambina allegra e simpatica, almeno così dicevano di lei i suoi amici, soprattutto gli amici che poteva vedere soltanto lei. Questa era una particolarità che non la…
Come hai detto?
13 Oct 2016Tutte le sere, prima del crepuscolo, in un luogo remoto della savana, un suricato amava suonare il flauto. Le sue melodie, intersecate da ardite modulazioni, abbellite da occasionali rimbalzi ritmici, erano così belle che tutto il popolo della savana si fermava per ascoltarle. La bravura e la grazia di esecuzione erano eccelse e ogni volta che il suricato estraeva il flauto dal fodero, tutti tacevano per farsi rapire dalla musica.
Chi aveva l’occasione di passare in quei luoghi poteva osservare antilopi, ghepardi, gnu, giraffe, elefanti, zebre, facoceri, iene, volpi, ippopotami, coccodrilli, rinoceronti, gazzelle, babbuini, fenicotteri, falchi, pettirossi e perfino gorilla di montagna, disporsi in cerchio per ascoltare il famoso flautista. Il suricato pensava che tutti quegli animali che emergevano dalla savana per disporsi intorno a lui,…
Incontro
05 Jan 2016Il vento soffiava forte e gelido contro il suo viso eppure lui vi si gettava contro e adagiava tutto il corpo su quella forza invisibile. Erano amici, lui e il vento, e sapeva che lo avrebbe sempre sostenuto, con grazia e forza e leggerezza. Perché erano amici, lui e il vento.
Ritornava nei luoghi della sua infanzia. Vi era stato solo due volte e dall’ultima visita erano passati molti anni. Tempo di far ritorno alle terre che lo avevano visto nascere, quando era poco più che ossa e piume arruffate. La sua compagna lo avrebbe aspettato con lo sguardo fiero, posata sopra lo stesso sasso dove si era dichiarato. Lì si erano conosciuti e lì aveva danzato per lei, per incantarla e sedurla. All’epoca era giovane e bruciava…