Storie

e se il mondo intorno a noi non fosse solo quello che vediamo?

Storie

Il profumo delle zagare

23 Mag 2018«Venga, si accomodi.» La voce bassa e aspra proveniva dall’angolo di una stanza arredata con i fasti barocchi di un’epoca passata. «Non abbia paura, non deve credere a tutto quello che si dice sulla mia persona.» Con un sospiro lasciò scivolare la mascherina per l’ossigeno sul bordo del letto. «Così sono giunto alla fine del viaggio. Ancora un giorno, o forse un mese. Pensa che farebbe differenza?» Parlava guardando il soffitto dal letto ospedaliero su cui era sdraiato. Il costante mormorio delle apparecchiature mediche era diventato la colonna sonora di quello che sembrava essere l’ultimo atto della vita di don Carmelo, e nonostante le circostanze—o forse in virtù di esse—aveva un effetto inaspettatamente calmante.
«Ma dove ti sei nascosto?» Disse mentre con la mano cercava qualcosa, e quando…

Aurora e la spiaggia per cani

17 Ott 2017Aurora giocava con la luce del sole che filtrava dal cappellino di paglia che indossava con fiera naturalezza, e creava delicati arcobaleni tra le sue ciglia. La piccola strada di terra battuta che portava al mare passava tra due filari di alberi, e da quel piccolo viale si alzava ora il richiamo di una cinciallegra tra le foglie di un albero, ora il fruscio del vento.
«Bambina, non puoi venire qui con lui!» urlò una signora che non era ancora anziana, ma il cui viso si sarebbe coperto di rughe molto più velocemente di quanto sperasse.
«Si riferisce forse al signorino Giac?» chiese Aurora mentre con la mano alzava la tesa del cappello per vedere meglio la persona che emetteva quei suoni così poco educati.
«Non so come…

Bau bau, il mio nome è Sofhia

12 Lug 2017Bau bau, il mio nome è Sofhia! Tump tump sniff sniff. Adesso sono qui e il mio nome è Sofhia.
Eravamo in sei, sotto la pancia calda della mamma. Il suo latte mi scendeva in gola, a ogni sorso toccava il cuore e tum tum tum, batteva con gioia per salutarlo. Io chiudevo gli occhi per ascoltare quel suono, tum tum tum, mentre si diffondeva in quel nuovo corpicino a cui mi stavo abituando e che stavo imparando a conoscere.
Poi venne il tempo in cui il latte non voleva più rimanere dentro, e risaliva fino a uscire, ma non era più bianco. Dentro di me bruciava tutto. Anche i fratellini avevano gli stessi problemi. I loro problemi avevano lo stesso odore del mio.
Il nuovo corpicino che…

Un ramo spezzato

25 Mag 2017«Lo sapevo! Non sei stata attenta, sei una stupida!» Le urla dell’uomo facevano sussultare i riccioli neri della figlia. «E adesso cosa vuoi fare! Te lo avevo detto di stare attenta! È tutta colpa tua, stupida!» A ogni accesso di collera la voce diventava sempre più forte e temibile.
La bambina piangeva, schiacciata contro la parete da quell’ondata di violenza. Avrebbe voluto non essere, non sentire, ma soprattutto avrebbe voluto non avere un padre.
La cagnolina era scappata per lo spavento. Era lei la vera incriminata, la vera colpevole. Ma era anche lei, con la sua gravidanza inaspettata, che aveva costretto l’uomo a fare una scelta e manifestare così la propria vera natura. Certi esseri riescono a stanare gli orchi dall’ombra in cui si nascondono e fanno cadere…

Gloria

18 Apr 2017Cos’è un uomo? Cosa diventa, l’essere umano, quando non riconosce la vita nei propri compagni di esistenza? Poco importa da quanti arti sia retto l’incedere nella parentesi di questo passaggio terreno. Alito dopo alito, battito dopo battito. Gli esseri dalla prominente coda parlano ancora un linguaggio vero, lontano dalla articolata pronuncia di ipocrite parole umane. Chi li ascolta? Chi li riconosce per quello che sono e per quello che rappresentano?   
Forse per il temporaneo cedimento di un cuore arido, catturato dal battito di ciglia di enormi dolci occhi. Forse per soddisfare la malata insistenza di un piccolo cucciolo d’uomo, desideroso di un compagno di giochi finalmente sincero. Forse per inseguire una fantasia suggerita da racconti televisivi a menti indebolite da un’esistenza vissuta senza scopo. Forse perché…

Aurora e il secchiello

20 Ott 2016A volte capita, tra i molti percorsi che conducono da casa al mare, e tra i differenti orari in cui percorrerli, di incontrare una persona del tutto sconosciuta. Questo vuol dire che non si conosce il nome della persona sconosciuta, ma anche che questa persona non era mai stata vista prima, neanche brevemente. Quando avviene gli adulti parlano di caso o di coincidenza, ma per Aurora questi erano incontri che dovevano avvenire proprio perché avvenivano. Per questo motivo quando si imbatteva in un nuovo incontro era sempre molto curiosa di vedere cosa sarebbe successo lungo il sentiero comune.
Aurora era una bambina allegra e simpatica, almeno così dicevano di lei i suoi amici, soprattutto gli amici che poteva vedere soltanto lei. Questa era una particolarità che non la…

Come hai detto?

13 Ott 2016Tutte le sere, prima del crepuscolo, in un luogo remoto della savana, un suricato amava suonare il flauto. Le sue melodie, intersecate da ardite modulazioni, abbellite da occasionali rimbalzi ritmici, erano così belle che tutto il popolo della savana si fermava per ascoltarle. La bravura e la grazia di esecuzione erano eccelse e ogni volta che il suricato estraeva il flauto dal fodero, tutti tacevano per farsi rapire dalla musica.   
Chi aveva l’occasione di passare in quei luoghi poteva osservare antilopi, ghepardi, gnu, giraffe, elefanti, zebre, facoceri, iene, volpi, ippopotami, coccodrilli, rinoceronti, gazzelle, babbuini, fenicotteri, falchi, pettirossi e perfino gorilla di montagna, disporsi in cerchio per ascoltare il famoso flautista. Il suricato pensava che tutti quegli animali che emergevano dalla savana per disporsi intorno a lui,…

Incontro

05 Gen 2016Il vento soffiava forte e gelido contro il suo viso eppure lui vi si gettava contro e adagiava tutto il corpo su quella forza invisibile. Erano amici, lui e il vento, e sapeva che lo avrebbe sempre sostenuto, con grazia e forza e leggerezza. Perché erano amici, lui e il vento.
Ritornava nei luoghi della sua infanzia. Vi era stato solo due volte e dall’ultima visita erano passati molti anni. Tempo di far ritorno alle terre che lo avevano visto nascere, quando era poco più che ossa e piume arruffate. La sua compagna lo avrebbe aspettato con lo sguardo fiero, posata sopra lo stesso sasso dove si era dichiarato. Lì si erano conosciuti e lì aveva danzato per lei, per incantarla e sedurla. All’epoca era giovane e bruciava…

Tommy

25 Dic 2015Era una calda mattina d’estate, velata da una leggera foschia che trasformava i luoghi in paesaggi onirici, come se fossero memorie crepuscolari dell’età di sogni lontani e dimenticati.
Non capiva perché era stato messo lì. Ipotizzò che fosse una situazione temporanea, come gli era capitato altre volte, situazione che si era sempre risolta con un energico sfregamento della sommità della testa. Forse era successo qualcosa, pensò, ma non poteva verificare le sue ipotesi. Aveva limitata libertà di movimento: poteva stare seduto, sdraiato o in piedi, ma entro un confine di pochi passi. E così alternava ciclicamente le posizioni, ora freneticamente, ora con maggiore parsimonia.
Dopo che fu passato un ragguardevole lasso di tempo, iniziò a chiamare con insistenti e ripetuti segnali acustici, seguiti da brevi intervalli di silenzio…